Descrizione
La coscienza delluomo contemporaneo non deve fare i conti con lindeterminatezza geografica: le nostre cognizioni ci permettono di rappresentare in modo sostanzialmente fedele il mondo in cui viviamo. Non è sempre stato così. Per la maggior parte della loro storia, uomini e civiltà hanno compiuto considerevoli sforzi per costruire ipotesi, quasi sempre affascinanti quanto raramente fondate, con cui spiegare i misteri della macchina del mondo. Poi, tra XV e XVI secolo, successe un fatto importante. Gli europei iniziarono a percorrere gli spazi che fino allora avevano cercato di immaginare, e scoprirono che tra realtà e rappresentazione esistevano considerevoli differenze; una di esse, battezzataAmerica, costituiva una clamorosa smentita di antiche e radicate opinioni e imponeva perciò una revisione profonda delle idee relative allo spazio. Era un compito difficile, dato che nella cultura occidentale la geografia si intrecciava con complesse questioni filosofiche e teologiche. Di qui loggetto di questo libro: la discussione del percorso problematico, e a tratti tormentato e angoscioso, che gli europei della prima età moderna furono costretti ad intraprendere per riuscire a comprendere, e soprattutto ad accettare, limprovviso manifestarsi di una impensabile realtà spaziale.
- Autore: Massimo Donattini
- Editore:CLUEB
- Collana:Lexis. Biblioteca di scienze umane
- Anno edizione:2000
In commercio dal:1 gennaio 2000
Pagine:344 p.
EAN:9788849115635





