Descrizione
Nella prima metà del ventesimo secolo la psicoanalisi fu accusata da molti di essere una dottrina ebrea, degenerata e pansessualista, ma affascinò un numero crescente di medici, psichiatri, psicologi, filosofi, letterati e artisti. Nel mondo occidentale la psicoanalisi divenne presto una promettente risorsa terapeutica per molti disturbi mentali in unepoca in cui, in campo psichiatrico, erano disponibili solo terapie somatiche, morali o suggestive, sostenute da basi che di scientifico avevano molto poco. Nata nella Vienna fin de siècle, la neonata disciplina freudiana mosse i suoi primi passi nella capitale dellImpero Austro-Ungarico, poi a Zurigo, Budapest, Berlino, Londra, Boston e New York. Gli otto saggi raccolti in questo libro trattano della natura complessa, contraddittoria, palpitante e drammatica della vicenda esistenziale di alcuni tra i primi e meno conosciuti protagonisti della storia della psicoanalisi: Otto Gross, Fritz Wittels, Wilhelm Stekel, Loë Kann, David Eder, William Rivers, John Layard e Elizabeth Severn. Il racconto delle vicissitudini esistenziali, della passione e delle incertezze dei primi esploratori dellinconscio aggiunge uno sguardo sul rapporto dellessere umano col malessere psichico mentre percorre un sentiero poco battuto nei territori dellinvenzione freudiana. Prefazione di Massimo Cuzzolaro.
- Autore: Giuseppe Zanda
- Editore:Edizioni ETS
- Anno edizione:2018
- In commercio dal:12 novembre 2018
Pagine:357 p., ill. , Brossura
EAN:9788846753601





