Descrizione
Stelio Mattioni ha una vocazione che sta diventando sempre più improbabile, quella dellinventore di storie, del favolista irreprimibile, che trasforma immediatamente qualunque vicenda nella geometria della favola, anche se le sue favole non si dichiarano mai come tali. In questo romanzo lapparenza è di una storia di gente comune in un ambiente comune, in una Trieste dimessa e anonima, ma fin dalle prime pagine ci accorgiamo che la cornice veristica viene spezzata dallazione di una forza comica che scardina e deforma continuamente il contesto della narrazione, assumendovi il grottesco come normalitàe questo primo squilibrio, che sembra provocato dalla mano maligna di un trickster, ci introduce già, senza parere, al piano nascosto del libro, il piano della favola.
Trascinandosi dietro le due bambine, una giovane donna, oppressa dalla squallida monotonia della sua vita coniugale, abbandona la casa per cercare, senza volerselo troppo confessare, una grande avventura, un mondo diverso, e si rifugia presso uno strano signore, creditore di suo marito, misteriosamente autoritario e convinto del proprio potere e fascino. La casa di questuomo sarà fin troppo letteralmente la novità cercata. A poco a poco, in una rapida ed esilarante successione di scene, la protagonista si renderà conto di essere finita in un mondo chiuso, allinterno del mondoe il libro diventerà la storia della scoperta di questa isola inquietante. Entrando in quella casa si passa dalla indeterminatezza, dalla espansione indefinita e confusa della realtà esterna, a un àmbito perfettamente conchiuso e autosufficiente: per stanze e corridoi, per un giardino selvaggio, intorno a un misterioso laboratorio, non si sa a che cosa adibito, si muove una corte promiscua e gerarchica di donne e altri personaggi, tutti sottomessianche se non manca una certa fronda, autorizzataal possente e ridicolo padrone di casa, che impone leggi scarse e ambigue, ma infrangibili.
Ogni situazione quotidiana è codificata, i vari personaggi si muovono sulla scacchiera di un gioco prestabilito, come per uno statuto immemorabile; e al centro di tuttola nuova arrivata avrà presto modo di accorgerseneè la complessa regolazione delle cerimonie erotiche. Quella minuscola società tende, infatti, alla forma dello harem.
Divisa fra la rivolta allordine dispotico e una sotterranea coscienza della sua fascinazione, la protagonista passa attraverso una ridda di colpi di scena, attraverso tutte le fasi di questo gioco sorprendente, fino allultima mossa. Mattioni non ci offre delle chiavi per intenderlo: racconta e basta. Ma il disegno della narrazione pone costantemente il lettore di fronte a una sola domanda, che si presta ad amplificazioni inarrestabili: che cosa significa accettare il gioco?
- Autore: Stelio Mattioni
- Editore:Adelphi
- Collana:Narrativa contemporanea
- Edizione:2
- Anno edizione:1968
In commercio dal:1 gennaio 1968
Pagine:288 p.
EAN:9788845901188





