Descrizione
Lidea di fondo di questo libro è che uno dei tratti distintivi della tragedia attica, e in modo esemplare di quella eschilea, sia il suo configurarsi come un potente dispositivo di produzione del possibile, intendendo con ciò quellinesauribile eccedenza di senso che, nel determinato, ossia nel dato, trascende il determinato stesso, mostrandosi come altro del dato. In questo quadro, assumendo come motivo conduttore dellanalisi il tema della rappresentazione, e muovendo da una prospettiva filosofica i cui referenti principali devono essere rintracciati per un verso nella teoria della tragedia di Nietzsche e per altro verso nella riflessione estetica di Adorno, lindagine offre una ricognizione di alcune tra le più significative letture, relative appunto allopera di Eschilo o alla tragedia attica in generale, che ci sono state consegnate dal dibattito contemporaneo, quale si è sviluppato dal Novecento a oggi (da Walter Benjamin a Jean-Pierre Vernant, da Mario Untersteiner a Charles Segal, da Nicole Loraux a Pierre Judet de La Combe). Il risultato è una ricomprensione dellopera di Eschilo che pone al centro dellattenzione questioni di profonda rilevanza sia estetica che etica, quali il rapporto tra arte e realtà (e di conseguenza tra arte e verità) e il rapporto tra autonomia e non-autonomia della forma artistica, con particolare riferimento alla funzione critica, e insieme utopica, che questultima è chiamata a svolgere.
- Autore: Antonio Valentini
- Editore:Mimesis
- Collana:Forme del possibile
- Anno edizione:2013
- In commercio dal:15 ottobre 2013
Tipo:Libro universitario
Pagine:222 p.
EAN:9788857520728





